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Ron Butlin
Edizioni Socrates
“Bere molto richiede molto impegno, ma tu tieni duro”
pubblicato il 12-Apr-2005
a cura di Pietro_Farro
Ron Butlin, scozzese, è poeta e narratore. Nelle librerie italiane è arrivato da qualche mese il suo primo romanzo, Il suono della mia voce (Edizioni Socrates, pp. 122, euro 10.00), arricchito da una prefazione di Irvine Welsh.
È la storia di Morris Magellan, poco più che trentenne dirigente di un'azienda di biscotti, sposato con una donna bella e dolce, due figli piccoli e una bella casa. Avrebbe, insomma, tutti i motivi per essere in pace col mondo e con se stesso. Invece ha un problema: è alcolizzato. Uno, per dire, che la mattina prima di colazione deve farsi un goccio di Courvoisier per cominciare la giornata. Tra le altre cose è uno strano tipo di bevitore: un bevitore musicofilo. A ogni drink lui abbina una sinfonia ("le coordinate, come avevi scoperto da un pezzo, sono il sapore del cognac e il suono d'un quartetto d'archi di Mozart").
Forse a causa di un'infanzia difficile segnata dal rapporto con un padre incapace d'affetto ("se solo ti avesse guardato, sorriso, se avesse ricambiato il tuo saluto; se una cosa così banale fosse mai successa, anche una volta sola, sarebbe stato il miracolo che ti avrebbe cambiato la vita"), fatto sta che Morris ha bisogno di aiutarsi per riuscire ad affrontare la vita. Non è violento né cattivo, tutt'altro. Solo si sente pirandellianemente inautentico, si vede vivere, e l'alcool è l'unica cosa che riesca a fargli superare tale sensazione.
È un romanzo nel quale non accadono grandi eventi: si passa da una riunione di lavoro a una sbronza, da una maldestra avance alla segretaria a un piccolo litigio coniugale (con un paio di eccezioni, la morte del padre e quella di uno sconosciuto suicida, che tuttavia rimangono marginali nell'economia narrativa dell'opera). Butlin, con la sua scrittura "ironica, ossessionante e coinvolgente" (Ian Rankin), ci guida in un percorso alla ricerca di sé da parte del protagonista. Un percorso al termine del quale si intravede uno spiraglio, con un finale aperto su Morris che decide di smettere di bere.
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