Titolo: Film senza Film
Data: 21-Jun-2000
Argomento: Altro


Armando Adolgiso, realizzatore di serie televisive e produzioni radiofoniche, è l'autore del secondo titolo della collana Strade Bianche di Stampa Alternativa, "Film senza Film"
a cura di Antonella Martini


Intervista

Nelle prime pagine dell’auto presentazione di Film senza Film le provocazioni non mancano. La prima: che cosa scrivere oggi quando tanto è stato scritto di tutto e di più…

Cataloghi… rimari, tentare di scrivere leggendo.

Un’altra: si può andare al supermercato e trovare i libri accanto allo scaffale dei pannoloni. Orrore per molti, ma non per te…

Sì, quando vedo La Certosa di Parma o il videolibro Totem al GS, ecco, mi dico, il libro è stato riconosciuto come merce, è uscito dalla nociva sacralità cui lo consegnano interessati editori e librai, critici a pagamento, scrittrici e scrittori dilettanti (o professionisti dementi, ce ne sono), sempre pronti a predire disgrazie quando si aprono nuovi circuiti che li spiazzano. Vi ricordate quando i libri apparirono nelle edicole? Quanti presero a singhiozzare su quella cosa! Dicono: il libro non è una merce come tutte le altre. D’accordo. Ma quale merce lo è? Ognuna ha la sua specificità. Insomma, il dirlo è un’ovvietà. Merce è. E’ in vendita? …ha un prezzo di copertina? …e allora!

Quindi gli scrittori di oggi, secondo te, non sarebbero altro che dei produttori di storie che con l’aiuto dell’industria editoriale sfornano libri da gettare in pasto ai lettori/consumatori… In un passo, partendo da una citazione di Enzo Golino, paragoni la Scrittura, quale strumento di potere, al Cavallo di Troia…

Ah sì?…Che te ne sembra di questo Barbaresco?

Film senza Film composto con personaggi presi in prestito da: Cervantes, Svevo, Shelley, Joyce, De Sade e Manzoni che tra le tue dita di scrittore/regista diventano attori. Ma perché hai scelto proprio quegli autori e quei personaggi?

Che domanda indiscreta! Ma lo sapete o no che esiste una legge sulla privacy? Ho fatto così perché… perché mi è piaciuto. E le difendo quelle scelte. Come diceva la madre di Gregorio Samsa: ogni scarrafone è bello ‘a mamma soia

Perché infilare in un capitolo del libro delle pagine dedicate all’enigmistica? Ennesima provocazione?

No. Sono in tanti ad avere usato quello strumento, e meglio di me. Mi affascina l’enigmistica perché svela epifanie nascoste nelle parole, mi sembra una possibile dimostrazione che siamo solo nastri pre-incisi. Si pensi, ad esempio, a quel rimescolio vaginale della parola che è l’anagramma… e poi incoraggia più lettori: indovinelli crudeli, logogrifi birichini, parole crociate a luci rosse da fare con le amiche ed amici, tutto per 12.000 lire quanto costa il libro, che si vuole di più da me, via! Vale la pena comprarlo. Hai visto mai che diverta un po’? Il mio è un libro comico, non umoristico. Gli umoristi parlano al cervello, i comici mirano alla pancia. Appartengo ai secondi. Sono nello spettacolo da tanto… c'ho pure l’Enpals…

Hai intenzione di dedicarti completamente alla carriera di romanziere o pensi di rituffarti nel teatro e nella radio?

Mica sono io a scegliere. Dove trovo il lavoro lo faccio. Film senza Film, per esempio, è un libro sponsorizzato da un Centro Internazionale di Modernariato. Ho beccato qualche $ prima ancora che uscisse dai torchi. Certo che farò teatro e altro, sennò come campo? I miei libri non vendono da bastarmi. Anche perché non sono un romanziere, cioè un narratore, ma uno scrittore, con la esse minuscola d’accordo, ma uno scrittore. Vanno di meno.







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